Come far diventare la Matematica un piacere

Gli argomenti

  • Una Materia troppo difficile
  • Impara Facendo
  • La matematica Non è solo Calcolo
  • Superare la Modellizzazione
  • L’importanza della Logica
  • L’apprendimento Cooperativo e Compiti di Realtà
  • Il raccordo con le Altra Discipline

Il compito degli insegnanti non è quello di rendere la matematica più facile ma è quello di sollevare l’interesse dei bambini, proponendo loro delle “sfide” e dei mezzi per poter interpretare la realtà.

Una materia Troppo Difficile

Come dimostrano studi recenti, la matematica è spesso la disciplina meno amata dagli allievi, quella in cui i bambini . Spesso proprio le difficoltà in matematica sono la causa che determina, a 16 anni, l’abbandono dell’esperienza scolastica. Purtroppo la matematica viene spesso vissuta dagli allievi (e talvolta anche dagli adulti) come una disciplina in cui conta solo la capacità innata: non è un caso che si tenda a dire di una persona che non è “portata” per la matematica.

Ciò attiva spesso, già dalla Scuola Primaria, un circolo vizioso secondo il quale il bambino che non “capisce la matematica” non sarà mai in grado di diventare bravo. La matematica “è una materia difficile” e, di conseguenza, i bambini che fanno fatica rinunciano a impegnarsi perché sono convinti che non riusciranno mai a superare le loro difficoltà.

È importante far vivere la matematica come una disciplina che non è affatto più difficile delle altre.È necessario perciò attuare un insegnamento che permetta al bambino di capire a che cosa serve e come essa sia uno strumento per comprendere tutto ciò che ci circonda.

Troppe volte, nella scuola, questa disciplina viene insegnata in modo astratto, formale, come mera applicazione di regole o formule in situazioni standardizzate e predefinite. La matematica deve, invece, diventare un modo per interpretare la realtà, per esplicitare le relazioni tra ciò che ci circonda. La matematica non è ( e non deve diventare) una disciplina astratta, ma lo strumento per rendere visibili le relazioni, non solo numeriche, tra gli oggetti.

Se il bambino riesce a comprendere a che cosa serve la matematica, è anche motivato a usare le regole che la sottendono. Con L’utilizzo delle regole , riesce a impararle, a capirne la funzione e a trasformare la loro conoscenza in competenza. La matematica deve quindi innanzitutto mettere in luce un atteggiamento curioso e creativo.

Perciò le attività matematiche compiute in classe devono mirare a:

  • Osservare e cogliere gli aspetti comuni alle figure, non solo memorizzare formule;
  • Fare esercizi, ma anche e soprattutto imparare ad argomentare le proprie scelte.
  • Cercare soluzioni ai problemi, anche con strategie personali e differenti dagli altri, non solo utilizzare risoluzioni standardizzate;

Imparare Facendo

La matematica dà strumenti per la descrizione scientifica del mondo e per affrontare problemi utili nella vita quotidiana e contribuisce allo sviluppo di capacità non strettamente legate al mondo de numeri , come ad esempio :

  • argomentare in modo corretto
  • Comunicare e Discutere
  • Comprendere i punti di Vista

Con la matematica, ancora più delle altre discipline, si impara “facendo”. L’approccio legato alla concretezza non deve essere relegato solo ai primi anni della Scuola Primaria. La concretezza della matematica non si esaurisce con la “visione” della numerosità. La concretezza della matematica deve essere sottolineata anche negli argomenti affrontati nelle classi successive. È importante che gli allievi, quando possibile, giungano attraverso esercizi guidati alla comprensione della regola generale. Il punto di partenza è sempre la consapevolezza della regola generale dedotta da situazioni concrete. In questo modo la conoscenza sarà un reale patrimonio acquisito e si tramuterà in competenza matematica.

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La matematica non è solo calcolo

Nella Scuola Primaria i bambini devono acquisire le abilità di base. Per fare ciò sono molto importanti l’esercizio e le attività volte ad acquisire le tecniche delle quattro operazioni, in tutte le loro accezioni.

Consiglio #1 : fai in modo che e attività di calcolo scritto siano sempre precedute e fondate su attività di calcolo orale. Collega le attività, per quanto possibile a situazioni reali.

Consiglio #2: Fai in modo che i bambini non identifichino la matematica con il calcolo perché essa non è solo la comprensione di meccanismi, ma soprattutto l’attivazione del pensiero logico
Nello stesso modo in cui un atleta non è solo un insieme di muscoli ben sviluppati, ma deve possedere anche la capacità di elaborare una strategia che lo permetta di portarlo alla vittoria. Le abilità di calcolo devono essere funzionali alla rapidità di soluzione in situazioni di cui si è realmente compreso il procedimento.

Superare la modellizzazione

Se la matematica non è solo calcolo non è neppure modellizzazione.
Per favorire l’acquisizione e lo sviluppo del pensiero matematico occorre presentare agli alunni situazioni il più possibile diverse. Proprio queste varietà di situazioni saranno fonte di stimoli per la ricerca personale di una soluzione.
La modellizzazione è purtroppo presente nei testi dei problemi e nella formulazione delle consegne degli esercizi, causando automatismi nella soluzione.
Facciamo un esempio di Situazione Ripetitiva: Un camion che un giorno trasporta 24 confezioni da 6 bottiglie di acqua minerale, il giorno dopo 7 casse da 12 bottiglie di aranciata e il giorno dopo ancora 15 confezioni da 4 bottiglie di latte.

Questa Modalità non aiuta a spaziare nella concretezza della realtà, che non ha mai situazioni assolutamente standardizzate.

Consiglio #3: Le parole come “in tutto”, “di meno”, “in parti uguali” inducono all’utilizzo dell’operazione adatta in modo automatico. Può essere utile per i bambini in difficoltà, ma è limitante per i bambini che hanno potenzialità.

Proponiamo agli allievi situazioni differenti: evita la noia e aiuta a vivere la matematica come una sfida con se stessi, per misurarsi con quesiti sempre stimolanti.

Consiglio #4: questi ”giochi”, che mettono in atto procedure di pensiero personali e non standardizzate, si favorisce l’acquisizione del pensiero matematico.

Se il problema è la ricerca di una soluzione, possono essere proposti anche problemi senza operazioni, per esempio i rebus o i quesiti delle riviste enigmistiche.

L’importanza della Logica

Essere bravi in matematica vuol dire avere sviluppato un “pensiero matematico”.
Consiglio #5 : Proponiamo agli allievi quesiti logici dove la soluzione non si raggiunge esclusivamente attraverso il calcolo.

CAMBIA DEL PUNTO DI VISTA : È importante che anche l’insegnante cambi il suo modo di vedere il processo di insegnamento/apprendimento: non è bravo in matematica chi dà sempre la risposta giusta (se ciò è determinato solo dall’acquisizione di automatismi), ma chi è in grado di attivare processi di pensiero tali da comprendere la situazione proposta.

Qualche esercizio….

L’apprendimento Cooperativo e i Compiti di Realtà

Il compito non è facile, ma ci sono strumenti che possono aiutare. L’insegnante raggiungerà più facilmente i suoi obiettivi se riuscirà ad attuare una didattica fondata sulla realtà e sulla cooperazione e l’aiuto tra pari.
Far lavorare i bambini in gruppo li aiuta a confrontarsi, ad accettare l’aiuto e la correzione offerti dagli altri. Nel gruppo il bambino ha meno timore di sbagliare ma, allo stesso tempo, riesce a mettere in gioco tutte le proprie “intelligenze”. Proporre ai bambini di lavorare autonomamente per la soluzione di problemi reali. Fornisci ai tuoi alunni compiti di realtà: è un primo passo per avvicinarli a comprendere come questa disciplina intervenga nella vita reale quotidiana.

Il raccordo con le altre discipline

La matematica è anche collegata e interconnessa con le altre discipline. In matematica, infatti, è necessario:
Storia : comprendere l’ordine logico e cronologico dei fatti
Italiano saper leggere, comprendere, argomentare

Scienze: classificare, ipotizzare, sperimentare, dedurre
Movimento : analizzare e comprendere gli spostamenti nello spazio (geografia);

Arte e Immagine: esprimere i concetti attraverso il disegno.

Un pò ispirazione….

Attività di carnevale

Il Carnevale: la festa dell’allegria

Il Carnevale è senza dubbio una delle ricorrenze dell’anno più gradite dai bambini e sicuramente anche dai grandi. Questa festa è un momento di elettrizzante allegria e divertimento che permette di uscire dai ritmi regolari della vita quotidiana della scuola e ma allo stesso tempo da degli spunti interessanti per numerose attività didattiche e di esperienze di apprendimento che concorrono a sviluppare la capacità di comunicare ed esprimersi utilizzando linguaggi verbali e non verbali

Un pò di storia….

La parola Carnevale deriva, secondo la a più accreditata interpretazione, dalla parola ‘carnevale’ deriverebbe dal latino carnem levare (“eliminare la carne”) in quanto questa ricorrenza precede il periodo ed è festeggiato in tutto il mondo con feste mascherate, sfilate di carri allegorici , danze e rappresentazioni. Molti concordano i festeggiamenti del Carnevale hanno un’origine che affonda le sue radici nelle feste religiose pagane in cui l’uso delle maschere serviva ad allontanare gli spiriti maligni. Con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale rimanendo una forma di divertimento popolare

Cosa puoi Fare in classe ?

Stelle Filanti

Target : Scuola dell’Infanzia

Tratto da : Guida Didattica Io Comunico

Mettiamo a disposizione dei bambini fogli, colori alimentari e cannucce. Invitiamoli a sistemare una goccia di colore a tempera sul foglio utilizzando il pennello: poi facciamo soffiare subito sopra con la cannuccia. Continuiamo così riempendo il foglio di stelle filanti

Obiettivo : Conoscere il Carnevale e festeggiarlo

Maschera da pagliaccio

Target : Scuola dell’infanzia

Materiali

  • Piatti di Plastica
  • Tappi di Plastica
  • Elastico Sottile
  • Cartoncini Colorati
  • Forbici
  • Nastro biadesivo
  • Perforatrice
  1. Disegnare e ritagliare gli occhi sul fondo del piatto e fare due fori sui bordi laterali che serviranno per far passare l’elastico
  2. Disegnare e ritagliare il cappello, i capelli e la bocca. Disegnare un bel sorriso con il pennarello.
  3. Incollare sul piatto tutti i dettagli realizzati utilizzando il Nastro Biadesivo e, per concludere , attaccare il tappo che sarà il naso del pagliaccio.
  4. Aggiustare la lunghezza dell’elastico al capo dei bambini e far passare un dell’elastico in un foro. Fissare un bel nodo e ripetere nell’altro foro.

Ora la maschera del pagliaccio è pronta. Semplice no?

  • Fogli Bianchi
  • Colori Alimentari
  • Cannucce
  • Pennelli

Maschere Manine

Target: scuola Dell’infanzia

Materiali :

  • Cartoncino Bianco
  • Pennarelli
  • Tempere
  • Elastici
  • Forbici con punta arrotondata
  1. Sui cartoncini riportare la sagoma della mano di un adulto appongiandola sul foglio e disegnandone i contorni. Eliminare la parte bassa del palmo, in modo da lasciare aperto lo spazio sotto le dita. Ritagliare i contorni della mano , appoggiarla sul viso dei bambini per individuare le posizioni degli occhi e del naso.
  2. Ritagliare la maschera. Consegnatela al bambine e fatela decorare a piacere con le tempere o i pennarelli. Praticare ai lati della maschera due piccoli fori nei quali infilare l’elastico per poterla indossare.

Schede Didattiche

Sappiamo bene che a volte il tempo per realizzare certe attività non c’è . Per questo abbiamo inserito alcune schede tratte dai nostri testi che potete scaricare gratuitamente. E non dite che non mi vogliamo bene

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  • Perché  è importante Il Giorno della memoria ?
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