primi giorni di scuola

I primi giorni di Scuola

Indice

  • Il passaggio alla Scuola Primaria
  • Insegnare a leggere e a scrivere agli alunni con difficoltà
  • Qualche idea….

Primi giorni di scuola : partire con il piede giusto

La Scuola Primaria deve porsi in continuità con la scuola dell’infanzia e svilupparne le esperienze educativo-formative. Perché ciò avvenga è necessario conoscere i livelli di maturazione raggiunti da ogni bambino nelle abilità cognitive, nello sviluppo affettivo-sociale, nonché le competenze acquisite, intese come capacità di utilizzare le conoscenze.

Il docente ha il preciso compito di accertare, sin dai primi giorni, le abilità di base esistenti relative ai diversi piani educativi. La finalità è di poter elaborare una corretta progettazione curricolare, che non può prescindere dal patrimonio di competenze preesistenti degli alunni.

Nell’ambito linguistico l’accertamento delle preconoscenze riguarderà i prerequisiti necessari all’apprendimento della lettoscrittura. Questa abilità è direttamente collegata allo sviluppo della coordinazione oculo- manuale e grafo-motoria, entrambe determinate dalla definizione della dominanza laterale e dalla conoscenza dello schema corporeo. Per leggere e scrivere è necessario anche analizzare, riconoscere e discriminare le lettere, che sono segni grafici. La memoria visiva, infatti, interviene in modo decisivo nel processo di acquisizione della lettoscrittura, perché consente di ricordare le parole sotto l’aspetto del segno grafico. L’intuizione dei rapporti topologici consente la discriminazione delle lettere diversamente orientate nello spazio e quindi costituisce una preconoscenza irrinunciabile per l’acquisizione delle abilità di lettura e scrittura.


Primi Passi: prevenire le difficoltà

All’inizio della Scuola Primaria la prevenzione delle difficoltà di apprendimento rappresenta uno degli obiettivi più importanti della continuità educativa, che realizza attraverso lo scambio conoscitivo tra la famiglia, gli insegnanti di infanzia e primaria.

Otterremo in questo modo elementi preconoscitivi, che saranno poi integrati nella programmazione delle attività. Solamente da una conoscenza approfondita degli alunni.

Il team docente potrà programmare le attività educative e didattiche, scegliere i metodi e i materiali e stabilire i tempi più adeguati alle esigenze di tutti gli alunni del gruppo classe e di ciascuno.

Spesso, nella prima classe della Scuola Primaria, gli insegnanti si lasciano prendere dall’ansia di dover insegnare presto agli alunni a leggere e scrivere; in questo modo, però, spesso ostacolano il processo di apprendimento che dovrebbe essere graduale e personalizzato.

È importante offrire a ciascun alunno la possibilità di maturare le capacità percettivo-motorie e linguistiche, che costituiscono i prerequisiti per la conquista delle abilità strumentali della lettoscrittura. Le linee guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA, relative ai disturbi di lettura e scrittura, forniscono anche indicazioni precise di tipo metodologico riguardanti l’alfabetizzazione.

Primi giorni di scuola: insegnare ad alunni con difficoltà

I bambini con DSA hanno in genere buone capacità intellettive, ma hanno limitate capacità di riconoscimento visivo o limitate capacità di analisi fonologica delle parole. A causa di tali limitazioni specifiche hanno notevoli difficoltà nell’acquisizione della corrispondenza tra segni ortografici e suoni.

È però importante ricordare che l’acquisizione dei contenuti non è preclusa all’alunno con DSA e che quindi le sue difficoltà di lettura e scrittura dovrebbero essere compensate da strategie, metodologie e strumenti che non compromettano il suo apprendimento.

Al mostrarsi dei primi segni di difficoltà non si deve procedere aumentando la mole degli esercizi pur di ottenere dei risultati; piuttosto, è necessario effettuare una valutazione accurata che consenta di capire quale tipo di didattica e di supporto sarebbero necessari.

Per l’alunno con DSA l’impatto iniziale con la lingua scritta è molto difficile. Infatti, anche la semplice lettura di una parola, in realtà, è la risultante di tante singole attività che devono essere affrontate simultaneamente: esse vanno dall’identificazione delle lettere al riconoscimento del loro valore sonoro, dal mantenimento della sequenza di prestazione alla rappresentazione fonologica delle parole, al coinvolgimento del lessico per il riconoscimento del significato.

È importante che il bambino si senta protagonista di piccoli successi. Sono quindi più che opportuni la flessibilità delle proposte didattiche, le gratificazioni, la finalizzazione delle attività, così come la condivisione degli obiettivi educativi e didattici da parte di tutte le figure che si prendono cura del bambino con DSA: scuola, famiglia e servizi.

I processi di consapevolezza fonologica

vengono acquisiti in modo sequenziale e si strutturano in livelli gerarchici di competenza:

– livello della parola: indica la capacità del soggetto di identificare singole parole all’interno della frase;

– livello della struttura delle sillabe: indica la capacità di identificare le sillabe e la loro struttura. All’inizio sono più facilmente identificabili quelle sillabe dalla struttura consonante-vocale (per esempio ta- nella parola tavolo), poi quelle dalla struttura vocale-consonante (per esempio al- nella parola albero);

– livello dei suoni iniziali e finali della parola: indica la capacità, per esempio, di riconoscere la rima;

– livello del riconoscimento di tutti i singoli fonemi della parola.

Nella prima e nella seconda classe della scuola primaria è sicuramente opportuno effettuare attività fonologiche. Si potrebbero svolgere esercizi fonologici ogni giorno, all’inizio delle attività o tra un’attività e l’altra o quando ci sia bisogno di recuperare l’attenzione.

– l’individuazione del fonema iniziale di parola (si possono proporre quindi parole che inizino per vocale);

– l’individuazione del fonema finale e poi intermedio;

– l’analisi fonemica, che è analoga al processo di scrittura;

– la fusione fonemica, che è analoga al processo di lettura;

– la composizione di parole bisillabe;

– le associazioni grafema/fonema, associando lettere e immagini;

– il conteggio dei fonemi;

I primi giorni di scuola: qualche idea

Si potrà iniziare dalle sillabe semplici (consonante-vocale) e scegliere innanzitutto le consonanti continue, utilizzando poi in abbinamento parole e immagini corrispondenti.

L’approccio con il metodo fono-sillabico, adattato alle specificità dell’alunno con DSA, presenta le seguenti caratteristiche.

Ogni consonante viene illustrata come derivante dalla forma di un particolare oggetto o elemento della natura, essendo l’iniziale della parola che lo denota somigliante a quella stessa consonante.Solitamente, nei comuni alfabetieri murali e nei libri di testo, non si ha cura di considerare tale associazione tra il suono, il segno grafico e l’immagine relativa (effe di FATA o emme di MELA). Il nesso è soltanto fonetico e dunque abbastanza debole: l’associazione mentale non è intuitivamente, o meglio immaginativamente, ripercorribile.

Sarebbe bene dare al bambino la possibilità di operare intuitivamente (e anche autonomamente) connessioni interne tra ciò che gli viene presentato e la sua personale assunzione immaginativa.

In tal modo, la «sintesi grafica», in cui il disegno viene essenzializzato nella forma della lettera, si imprime come immagine mentale e consente di operare più facilmente il discernimento tra i caratteri grafici, sia nella fase di scrittura sia in quella di lettura.

Ecco perché privilegiare un approccio metodologico che, prendendo spunto da un’immagine esteriore, renda operante intuitivamente il nesso con l’immagine mentale, per favorire poi gradualmente l’assunzione concettuale.