Didattica a distanza

Ecco cosa penso della DAD : Una docente della provincia di Napoli racconta il suo anno in didattica a distanza.

Indice

Un anno a distanza

La pandemia ci ha colto impreparati sotto molti punti di vista. Nonostante le difficoltà, però, siamo riusciti a modificare buona parte del nostro vivere quotidiano. Tra le altre cose abbiamo imparato nuovi termini come Smart Working e Calling oppure Indice di trasmissione, giusto per citarne alcuni. In ambito scolastico tre lettere sono state un must durante il 2020 e forse lo saranno anche per il 2021. Sono sicuro che avete già capito. Rullo di tamburi…… D.A.D.

DAD o DDI?

DAD è un acronimo che sta per Didattica a distanza in altre parole l’utilizzo di tecnologie digitali pensate per l’insegnamento che , in linea generale , avrebbero dovuto coadiuvare l’insegnamento canonico ma che di punto in bianco sono diventati indispensabili per sopperire all’ impossibilità di una didattica in presenza. In quest’anno abbiamo visto spuntare come funghi aule virtuali , tutorial, corsi a pagamento di digital teaching, influencers che ci spiegavano “come fare a…”.

Dopo il primo lockdown si è cercato di addolcire il concetto di DAD cambiandole nome in DDI cioè didattica a distanza integrata, sperando in un ritorno a scuola per il mese di settembre, ma seppur diversi nel significante i due acronimi si equivalgono come significato. In questa giungla digitale avete sviluppato nuove competenze : una nuovo modo di gestire le lezioni e le interrogazioni, cercando di mantenere alta la soglia dell’attenzione degli alunni. Cosa non sempre semplice.

Se dopo un anno si tirano le somme di quanto fatto e si gettano le basi per il futuro , abbiamo pensato che era doveroso chiedere a voi docenti come considerate questo anno passato in DAD. Le risposte sono state tante e diverse tra loro ( che poi pubblicheremo ) ma ne abbiamo scelto una in particolare che si è contraddistinta per logica e passione. Quelle che leggerete sono le parole di Rosalba di Giovanni una docente di scuola primaria della Provincia di Napoli. Buona Lettura

La DAD nel Regno di Napoli

Siamo nel 2021 e la “musica” non è cambiata. C’è sempre un Borbone, un Austriaco, un Francese, un Governatore di turno che legifera e decreta cosa sia “buono e giusto” per il territorio campano. Ora hanno deciso che la DAD è pratica irrinunciabile per combattere il Covid19. Nella colorazione covid italiana, siamo in zona gialla, tutto è aperto o quasi, tutto è lecito e possibile o quasi, ma la scuola in presenza … NO! Per brevi periodi hanno concesso ai piccolissimi (3/7 anni) di frequentare, ma non agli altri alunni, come succede invece nel resto del Paese, perfino nelle zone rosse. Certo, la DAD è pratica imprescindibile da adottare in mancanza di alternative, ma non può divenire la normalità. Cosa c’è di normale nel fare scuola attraverso un monitor che scherma sentimenti e didattica?

I piccoli sono spaventati ed annoiati da una pratica sterile e livellante; i genitori irritati per la difficoltà di coordinare i vari impegni familiari di Dad, Smart Working e lavoro in presenza; gli insegnanti stanchi e delusi di dover fare lezioni standard stringate e compattate, senza Feedback reali e rassicuranti per l’una e l’altra parte.

Nella didattica a distanza l’orario per gli alunni è ridotto e, tra i “vedo/non vedo” e i “sento/non sento” il tempo didattico si accorcia sempre di più.  E poi si pretende di sottoporre gli alunni campani alle prove INVALSI, senza mettere in conto che da marzo 2020 a gennaio 2021, gli studenti hanno frequentato in presenza per venti giorni appena.

Ma … “la mano non sa cosa fanno le dita” e così il gap tra le scuole del nord e quelle campane sarà sempre maggiore.

Qualcuno chiederà:

<Meglio il Covid?> . Certo che no!!! Meglio una scuola in sicurezza pensata nei tempi opportuni, con trasporti incrementati e ingressi contingentati, tamponi frequenti e obbligatori dedicati al comparto.E, volendo essere lungimiranti, vaccini a tappeto prescritti all’universo scuola. 

I nostri piccoli diverranno la classe dirigente del domani: diamo loro la possibilità di formarsi e prepararsi al meglio per espletare un compito così impegnativo.  

Rosalba DiGiovanni

Docente Scuola Primaria

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Un Saluto

il vostro

Jonathan Livingston

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